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venerdì 3 aprile 2009

Good News


Questa settimana ci sono buone notizie dal Consiglio Comunale!


La più importante per noi lavoratori della Tevere tpl scarl riguarda il disagio salariale che ci separa dai colleghi della Trambus: come tutti sanno - un pò come è successo in Inghilterra durante il governo Tatcheriano a metà tra gli anni '80 e '90 - la privatizzazione delle linee periferiche ha avuto come principale effetto quello di ridurre il costo del lavoro fino al 30%, così da comportare uno squilibrio sociale all'interno della stessa categoria di lavoratori.




Dopo anni di malumori, scioperi e richieste cadute nel vuoto finalmente in Consiglio Comunale, il 30 marzo 2009 ALL'UNANIMITA' è stato approvato un ordine del giorno in cui si propone che nella prossima gara d'appalto che interessa il lotto della Tevere tpl scarl "si dovranno trovare risorse che vadano a colmare il gap salariale tra glio operatori del comparto Tpl".


Quindi aspettiamo con curiosità ciò che la politica più volte ha promesso durante l'ultima campagna elettorale per il nuovo Sindaco di Roma.




A presto

martedì 17 marzo 2009

Delegazione Tevere tpl dall'Assessore ai trasporti Sergio Marchi


Oggi 17 marzo una delegazione di Azione indipendente è stata ricevuta dall'Assessore alla Mobilità del Comune di Roma Sergio Marchi. Cospicuo il numero di lavoratori che - sebbene impegnati anche in servizio - hanno partecipato ad una pacifica protesta spontanea in Via Capitan Bavastro. Grazie anche all'aiuto del Consigliere Comunale del Pd Massimiliano Valeriani - presente sul posto - abbiamo avuto la possibilità di esporre i vari problemi che colpiscono da ormai troppo tempo le aziende consorziate. Ci siamo soffermati principalmente su alcuni punti:


  • ritardi nei pagamenti degli stipendi e miglioramento relazioni aziendali interne ad alcune aziende del consorzio Co.tr.i.;

  • equità nel trattamento economico del personale Tevere tpl/Trambus come punto fondamentale nella futura gara d'appalto in via di definizione;

  • apertura di un confronto ampio in sede di Commissione Mobilità che coinvolga le aziende del Tpl, l'Ente Locale, tutte le associazioni sindacali presenti nel settore e le associazioni dei consumatori, utile ad approfondire dialoghi ed idee per il miglioramento del servizio.

L'Assessore Sergio Marchi, che già aveva disposto sollecitazioni per il ritardo dei pagamenti dei salari, si è detto disponibile a risolvere le relazioni tra aziende e lavoratori ed ha predisposto un incontro urgente con l'azienda in questione; ha inoltre evidenziato come la disparità salariale con i colleghi della Trambus sarà eliminata tramite delibera nella futura gara d'appalto.


E' con grande soddisfazione che commentiamo i buoni rapporti che intercorrono tra l'On. Masimiliano Valeriani (PD) e l'Ass. Sergio Marchi (PdL), volti soprattutto ad una maggiore tutela nei confronti del personale viaggiante e al miglioramento della qualità del servizio reso all'utenza.



"A sapè fa 'a scena, quarcosa se ruspa"

domenica 8 giugno 2008

Chi lotta più per l'uguaglianza?





E’ con piacere che vi invito a leggere l’accordo in tema di disagio giovanile che CGIL, CISL, UIL e UGL hanno sottoscritto per i lavoratori Atac, Metro e Trambus. Un accordo che prevede dal primo gennaio 2008 un aumento di 3,85 euro giornalieri lordi per il parametro 175 da riparametrare in base al livello professionale raggiunto. Il suddetto aumento verrà poi elargito dal 1 gennaio 2006 a tutti il personale in forza a tempo indeterminato alla data del primo maggio 2008.
Da ciò che si può capire dall’accordo siglato sembrerebbe che siano esclusi i lavoratori della Tevere tpl scarl, che a questo punto sarebbero ancora maggiormente svantaggiati rispetto agli altri colleghi capitolini. Ora, poiché l’enorme divario salariale che ci divide sia di stretta importanza per la sopravvivenza di più di mille lavoratori che guadagnano poco oltre i 1000 euro mensili, siamo sicuri che a breve gli stessi attori dell’accordo in questione prendano urgenti provvedimenti per i lavoratori della Tevere tpl scarl.
Da parte nostra noi invitiamo un appello a chi ha avuto in passato la capacità di ascoltare i nostri proclami e siamo sicuri che anche questa volta non tradirà le nostre attese, per cui nel virgolettato troverete un breve appello da incollare ed inviare alle mail che troverete qui sotto:

“I lavoratori della Tevere tpl scarl chiedono che sia equiparato il loro salario a quello dei colleghi Trambus e Metro, poiché i diritti dei lavoratori non devono scontrarsi con discriminazioni di origine aziendale che altrimenti porterebbero ad un aumento del malessere socio-economico che già di per se appare molto più grave di quello di altre categorie”.

Gli indirizzi a cui inviare sono i seguenti:
Stefano Rinaldi, segretario Filt Cgil Roma est: filtrmest@lazio.cgil.it
Massimiliano Valeriani, Consigliere comunale del Pd: dallufficio@libero.it, info@valeriani.info
Fabrizio Santori, Consigliere comunale del PdL: f.santori@libero.it

martedì 6 maggio 2008

Effetti privatizzazioni in Nuova Zelanda



NUOVA ZELANDA: RINAZIONALIZZATE FERROVIE, 'FU UN ERRORE'
(ANSA) - SYDNEY, 6 MAG - Il governo laburista neozelandese, in controcorrente rispetto alla tendenza nei paesi sviluppati a privatizzare i servizi pubblici, ha riacquistato la rete dei trasporti ferroviari e dei traghetti marittimi, che era stata privatizzata nel 1993 dal governo conservatore di allora, dichiarando che ''e' stato un errore''. Il ministro delle Finanze Michael Cullen ha annunciato che il governo ha sborsato 665 milioni di dollari neozelandesi (circa 333 milioni di euro), quasi il triplo del prezzo di vendita di 15 anni fa in termini reali, per riacquistare il sistema detto Tranz Rail dal gruppo australiano che lo gestiva, Toll Holdings. ''Si tratta di un patrimonio di importanza troppo strategica da lasciarlo in mani private'', ha dichiarato Cullen. ''La privatizzazione del nostro sistema ferroviario pubblico ed il suo successivo degrado sono stati una dolorosa lezione per la Nuova Zelanda'', ha osservato. Secondo la premier Helen Clark,il piano governativo di modernizzare il sistema ferroviario nazionale e' un passo importante verso la realizzazione di una rete di trasporti sostenibile. ''Con l'aumento dei prezzi del carburante e la crescente consapevolezza delle sfide legate al cambiamento climatico, molte nazioni riscoprono le ferrovie come parte centrale dell'infrastruttura economica del 21/o secolo'', ha dichiarato. ''Un sistema ferroviario moderno puo' ridurre le emissioni dell'intera rete di trasporti, alleviare la pressione sulle strade e consentire ai trasporti su ruota e marittimi di operare con piu' efficienza'', ha aggiunto. (ANSA) XMC
"Quae nocent docent". (Le cose che nuocciono istruiscono)

domenica 20 aprile 2008

Pink Floyd - Money

Finalmente una boccata d'ossigeno per il trasporto pubblico locale. Infatti il ministero dei Trasporti ha liberato i fondi necessari al rinnovamento del parco auobus, soprattutto quelli a forte impatto ambientale. La cifra per il Lazio si aggira intorno ai 15.000.000 di euro per i prossimi tre anni e la Regione ha ora 60 giorni di tempo per predisporre un piano d'impiego dei fondi stanziati. Il Decreto è nato dopo una ricerca del Censis sul pendolarismo e sui disagi quotidiani che gli utenti vivono tutti i giorni per recarsi sul posto di lavoro.Quindi dopo aver rinnovato la maggior parte dei mezzi Trambus (molti a metano) e Cotral ci sentiamo in dovere di fare un breve riepilogo della flotta della Tevere tpl scarl.Su un totale di ca. 450 vetture almeno il 50% (264 bus) è classificato Euro 2 mentre le altre 200 sono euro 3. Ora considerando che l'inutile e dispendioso trattamento di 'lifting' che si sta apportando alle vetture della Tevere tpl per renderle di colore argenteo come quelle a metano della Trambus non sembra sia la cosa migliore per il rispetto dell'ambiente, soprattutto se dagli scarichi esce sempre e comunque fumo nero, ci chiediamo se sia arrivata l'ora che le Istituzioni si riavvicinino ai lavoratori e ai cittadini della periferia.Ricordiamo inoltre che i fondi stanziati servono esclusivamente per l'acquisto di autobus Euro IV, o alimentati a metano, Gpl, biocarburanti, elettrici o ibridi.Il confronto con l'Europa è comunque desolante: First Group, Arriva, Keolis e Go Ahead (società inglesi e francesi) dispongono di mezzi Euro IV, V, elettrici, a metano e idrogeno con un attenzione particolare non solo all'ambiente ma anche alla sicurezza sui mezzi, utilizzando impianti di CCTV (telecamere) su quasi tutta la flotta, soprattutto per le corse scolastiche.

lunedì 31 marzo 2008

Quale futuro?


La speranza è quella di poter essere finalmente ascoltati, di non essere strumentalizzati per fini politici o sindacali e di poter dire la nostra, poichè fino ad ora abbiamo delegato persone che forse tutto hanno fatto tranne il bene del servizio pubblico. Qualcuno dovrebbe informarsi bene su ciò che succede nelle maggiori capitali europee dove il trasporto pubblico, privatizzato e non, ha come punto di riferimento l'efficenza e la tutela degli utenti, dei lavoratori e dell'ambiente. Possiamo solo immaginare, noi della Tevere tpl scarl, autobus a basso impatto ambientale (nel Regno Unito la compagnia di trasporto Oxford Bus tra poco diventerà la prima ad usare veicoli con motore Euro V), capolinea automatizzati dove l'informazione all'utenza non è solo necessaria, ma è di particolare rilevanza. Tanto per capirci, tutte le società organizzano corsi di addestramento e aggiornamento per il personale, al fine di migliorare la relazione tra utenti e dipendenti.
Non parliamo poi dei salari, nettamente inferiori rispetto a quelli dei nostri colleghi Trambus e Cotral: e se dovessimo confrontarli con la media europea ci viene da piangere!

E' per questo che alcuni di noi hanno intrapreso la strada del dialogo con le associazioni dei consumatori, proprio per informarle della situazione paradossale in cui vive il Tpl a Roma.

E' nata così la collaborazione con Attac nell'Agosto del 2007 e con Assoutenti all'inizio di quest'anno. Il primo risultato, evidente ed importantissimo, è stata la partecipazione di un nostro membro nel tavolo di confronto che la Regione Lazio ha avuto con alcune associazioni dei consumatori il giorno 6 marzo del 2008. Questo un riassunto:

Regione Lazio 06/03/2008
(Sala latini) ore 11:00



PRESENTI:
Presidente commissione mobilità Regione Lazio: Enrico Luciani
Rappresentante Assessorato mobilità : Dott. Averardi
Portavoce On. Pigliacelli
Cotral S.p.A.
Codici

Aduc

Associazione pedoni

Movimento dei consumatori

Assoutenti


ORDINE DEL GIORNO: Problematiche mobilità su ferro e su gomma nel basso Lazio

Nella seduta odierna, oltre a toccare i tasti dolenti del trasporto pubblico locale nella zona del frosinate, sono stati poste diverse lamentele sul Tpl nel comune di Roma ed in particolare sulle linee gestite dalla Tevere Tpl scarl. E' stata fatta la richiesta di un tavolo di confronto che abbia come interlocutori l’Aremol (Agenzia Regionale mobilità nel Lazio), l’Agenzia comunale dei servizi pubblici e l’Atac, poiché il contratto d’appalto con la Tevere scarl che sta per scadere, dovrebbe essere migliorato secondo i canoni conformi all’ottimizzazione del servizio per gli utenti. Troppe sono infatti le piccole e medie società che fanno capo alla società consortile e troppo spesso guardano più gli interessi propri che quelli della collettività.
Il Movimento dei consumatori ha già attivato il monitoraggio sulle aziende del Tpl e intrapreso la strada del confronto con i cittadini per misurare il grado di soddisfacimento dell’utenza.
L’Aduc ha chiesto sostanzialmente che i cittadini vengano seriamente consultati dalle aziende per apportare le migliorie necessarie allo sviluppo di un servizio pubblico efficiente, verificando la qualità dello stesso. Inoltre è stata fatta la proposta di incrementare le metropolitane leggere e i treni che potrebbero collegare l’hinterland romano con la Capitale.
L’associazione Codici ha già da parte sua attivato un osservatorio sul Tpl capitolino e posto sotto la lente d’ingrandimento i mezzi di superficie.
Il Dottor Averardi, membro della Direzione dei trasporti regionale del Lazio, ha fatto notare che nella giornata di ieri – 05 marzo 2008 – il Consiglio regionale ha dato mandato all’Aremol per verificare l’efficienza del servizio pubblico su ferro e su gomma.
L’On. Luciani, Presidente della commissione, ha auspicato un futuro con un'unica azienda regionale del Tpl in modo tale da avere un unico interlocutore con il quale interagire.


Conseguentemente a ciò che si è discusso abbiamo inoltrato una richiesta di convocazione ufficiale che riporto quì di seguito:


Roma 01/03/2008
Spett.le

Agenzia Regionale per la Mobilità
c.a. Presidente Clemente Ruggiero
Via del Pescaccio, n. 96/98
00166 ROMA
Tel: 06 / 51687816
Fax: 06 / 51687812

Agenzia Comunale Servizi Pubblici
c.a. Presidente Paolo Leon
via Cola di Rienzo, 21700192 Roma (RM)
Tel: 06/367071
Fax: 06/36707212




Oggetto: Richiesta convocazione tavolo di lavoro


I sottoscrittori della presente, viste le problematiche attuali, varie e gravi che attanagliano il Trasporto Pubblico Locale, chiedono
A) un’audizione urgente per porre alla Vs. attenzione alcuni punti:
1) Miglioramento della qualità del servizio erogato;
2) Verifica di strutture societarie e depositi aderenti al consorzio Tevere Tpl scarl;
3) Puntualità corse e potenziamento delle linee critiche;
B) l’instaurazione di un tavolo di confronto con le parti interessate (ATAC, CONSORZIO TEVERE TPL SCARL) al fine di poter instaurare un proficuo e pacifico dibattito.

In attesa di un riscontro, porgiamo distinti saluti.
ASSOCIAZIONE ATTAC
ASSOUTENTI LAZIO – UTP
COMITATO CITTADINI EUROPEI
COMITATO AZIONE INDIPENDENTE
ASSOCIAZIONE PEDONI


A breve speriamo di informarvi su eventuali comunicazioni da parte degli organi preposti.


domenica 20 gennaio 2008

Roma-Terzo mondo 0-0






























Il paese è indebitato fino al collo, mentre latitano sviluppo e crescita economica che vengono promessi da 15 anni.
Politici corrotti e tassi d'interesse sempre più alti.
Svendita dei servizi pubblici (per ora solo acqua e trasporti....).

Sembrerebbe la carta d'identità di un paese del terzo mondo e invece è il nostro.

A chi servono le privatizzazioni se non ai politici sempre pronti ad accreditarsi quel partner industriale pronto a sobbarcarsi le enormi spese delle campagne elettorali post-moderne?
Facciamo pure le gare, magari truccate ma facciamole!!!






Investimenti mirati solo nelle zone centrali, con corse frequenti, controlli sui mezzi, autobus nuovissimi e a metano, dove con i turisti esistono maggiori garanzie di profitto, escludendo invece le periferie dal piano di rinnovamento del parco mezzi, tanto i pendolari pensano solo al Corriere dello Sport e ai giornali gratuiti!

E chi se ne frega dei sindacati, tanto nelle aziende che dovrebbero controllare i servizi pubblici ci infiliamo i loro rappresentanti, anche con l'incarico da Presidente, purchè non ci rompano le balle.

E i lavoratori?
Ma chi, quella massa di pecore che invece riesce a leggere appena il Corriere dello Sport ed è capace solo a lagnarsi?
E a chi danno fastidio, tanto non sanno neanche partecipare ad una riunione di condominio!

SVEGLIATEVI!!!!!!!!!!TUTTO QUESTO PUO' ESSERE SUCCESSO, E SE NON APRIRETE GLI OCCHI SUCCEDERA' DI NUOVO.

domenica 13 gennaio 2008

SIMETta a dieta



Abbiamo provveduto a denunciare la sparizione dei buoni pasto che la Società Simet è tenuta a pagare ai lavoratori della Tevere scarl. Chiaramente la denuncia è stata firmata da una ventina di lavoratori, spedita ai destinatari e fatta pervenire via fax all'Atac, alla Commissione Sicurezza Lavoro del Comune di Roma, alla Tevere scarl e alla stessa Simet (società calabrese), la quale continua a prendersi gioco degli autisti con la scusa che le cartucce colorate della tipografia sono finite!!

PROVERBIO CALABRESE: Sordi fannu sordi, piducchi fannu piducchi.
Chi è ricco diventa sempre più ricco, chi è pidocchioso rimane sempre pidocchioso.



Roma, 29/12/2007


Spett.le Dpl-Roma
via Maria Brighenti, 23 - 00159 Roma

e p.c. Spett.le Assessora al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche giovanili:
Alessandra Tibaldi
Via R. Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma






Oggetto: Violazione accordo aziendale alla Simet spa

L'azienda Simet spa, con sede in Via di valleranello, 271 – 00128 – Roma è coinvolta quale aderente al CO.TR.I. - Consorzio Trasporti Italiano - con sede in Via Raffaele Costi S.N.C, socio della Società Consortile a r.l. TEVERE TPL, appaltatrice di una quota di linee urbane pari a circa il 20% del totale nel trasporto pubblico locale di Roma.
L'oggetto dell'appalto è nella sostanza lo svolgimento del servizio di trasporto sulle linee che servono la periferia della città e, per intero, lo svolgimento del servizio notturno.
La suddetta società è tenuta, grazie all’accordo aziendale sottoscritto il 22 giugno 2007 tra le OO.SS CGIL CISL e UIL e la Tevere Tpl, che deve essere assolutamente applicato a tutte le consorziate, ad istituire buoni pasto a favore del personale viaggiante a partire dal 01/07/2007.
Purtroppo, ad oggi, questi incentivi sono stati retribuiti parzialmente e solo per le mensilità di luglio e agosto.

mercoledì 12 dicembre 2007

RINNOVO CONTRATTUALE






Siamo alla scadenza del CCNL degli autoferrotranvieri e il Governo non ha ancora trovato i fondi da destinare al Tpl. Partiamo dal concetto che noi lavoratori italiani percepiamo un salario sotto la media dei maggiori Stati europei, pari almeno al 30%: quali considerazioni trarre?



Un lavoratore dell'Europa che conta guadagna dai 30 ai 40 mila euro lordi l'anno mentre quì in Italia si arranca e si fa fatica ad arrivare a 23 mila. Considerate poi che i lavoratori della Tevere scarl guadagnano ancora di meno e viene subito in mente una domanda: di quanto dovrebbe essere l'aumento contrattuale per livellare i salari dei lavoratori del Tpl alla media europea?


Quali sono gli organi preposti affinchè a noi lavoratori venga dato il giusto contributo utile a riportare dignità alla nostra vita esistenziale?


I sindacati firmatari di contratto, che di soldi ne hanno a volontà - leggere l'articolo pubblicato su l'Espresso - si accontenteranno delle solite briciole pur di arrivare sugli scranni del Potere Politico o si batteranno veramente per i nostri diritti?


Riprendiamoci il nostro lavoro e stimoliamo con tutti i mezzi possibili Cgil, Cisl e Uil ad intervenire seriamente sul nostro CCNL, anche per sfatare il mito dell'italiano medio descritto dal Censis:"Una realtà sociale che diventa ogni giorno una poltiglia di massa".



Reagiamo e proponiamo le nostre idee su questo Blog nel sondaggio 'rinnovo contrattuale'.




domenica 2 dicembre 2007

Il problema Trambus Open




Questo è ciò che un gruppo di lavoratori della Trambus Open denunciano e noi continuiamo a dare fiducia a chi invece è dalla parte opposta:
"TRAMBUS OPEN è una società mista pubblico privata di cui il 60% appartiene a Trambus e il 40% a Les Cars Rouges (società francese).
La collaborazione tra TRAMBUS ed il socio francese è nata solamente perchè in Italia la normativa vietava l’omologazione di “bus aperti” mentre i francesi erano leader nella gestione di questo tipo di trasporto.
Anche se,oggi,TRAMBUS OPEN è diventata la società più prolifica delle “controllate” corre l’obbligo di evidenziare una serie di problematiche che interessano i dipendenti e i collaboratori dell’ azienda.
Gli autisti sono disciplinati dal CCNL Autonoleggio (Trambus Open non possiede licenze da noleggio di Roma) ma il loro lavoro è il trasporto pubblico di linea a tariffa unica (110-Archeobus-Roma Cristiana) al contrario, il servizio di Noleggio viene esercitato dagli autisti Trambus, i cosìdetti “flessibili” (Rim.Tuscolana).
Di fatto esiste una totale promiscuità tra TRAMBUS e TRAMBUS OPEN su ogni tipo di servizio turistico e *scolastico (*fino alla fine del 2006), ma con una differenza salariale di circa 250€ e nessuna tessera di libera circolazione “METREBUSCARD”.
Il personale hostess 110-Archeobus è inquadrato dalla società Quanta da Luglio 2007 con il CCNL Commercio mentre le hostess Opera Romana Pellegrinaggi sono da poco regolate con contratti a tempo determinato (sempre da Quanta ).
Nonostante i continui inviti all’applicazione del CCNL TPL si deve segnalare una totale forzatura ai NO , non ultima anche la contrattazione aziendale voluta poi fortemente dalla TRAMBUS con un P.D.R. al fine di cancellare ogni mancanza contrattuale.
Il CCNL Autonoleggio applicato dall’azienda ha delle lacune, in quanto non tiene affatto conto del Lodo Ministeriale Aziende esercenti Regione Lazio. Intendiamo aggiungere che l’azienda applica una sorta di Autoferronoleggio un contratto inventato dalla TRAMBUS OPEN.
Come se non bastasse a completare un quadro già poco felice si aggiunge il grande disagio che ha arrecato lo spostamento,voluto da ATAC a lasciare la rimessa “Lega Lombarda”e trovare sistemazione nel 1°piano del Terminal Gianicolo (territorio S.C.V.) dove denunciamo la mancanza delle strutture per i dipendenti (bagni – docce - spogliatoi-bacheche sindacali)
Per ovviare al problema rimessa (altezza al limite), Trambus Open ha pensato bene di porre delle modifiche agli autobus, in particolare di effettuare tagli di circa 30cm. in altezza sulla parte posteriore dei bus contravvenendo all’art.78 CdS e aggravando ulteriormente il bilancio aziendale (circa 3000€ a bus).
In via sperimentale è stata fatta una copertura artigianale su un autobus Volvo (altezza m.4.30) in servizio sulla linea B Roma Cristiana dove peraltro il percorso è in dubbio per la presenza di rami sporgenti.
La vettura viene ricoverata in una rimessa privata della società SIT(non entra nel Terminal)con conseguente disagio per gli autisti che devono inoltre pagare il biglietto metro per rientrare.
Denunciamo che Trambus Open ha in esercizio la linea 110 senza aver aggiudicata nessuna procedura di gara, in quanto il 110 a tutt’oggi figura ancora nel Trasporto Pubblico Locale (deviata in seguito come linea turistica) di fatto non paga permessi ZTL (piano pullman Comune di Roma) stesso discorso sulle linee stavolta turistiche Roma Cristiana (in collaborazione con O.R.P.) e Archeobus.
L’Assessore alla Mobilità deve sapere che Trambus Open svolge per conto di ATAC un servizio di TPL con una minibus n.c.c. del Comune di Anzio(senza nessun foglio di distrazione) dove peraltro prevede il ricovero della stessa
Non capiamo inoltre cosa lega l’azienda ai poteri politici,CHIEDIAMO UN INTERVENTO URGENTE, IL CCNL AUTOFERROTRANVIERI, IL RICONOSCIMENTO DEL COMUNE DI ROMA ALLA PARI DEI NOSTRI COLLEGHI TRAMBUS."

I LAVORATORI

mercoledì 28 novembre 2007

CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA?




Le mega multe sanzionate dall'antitrust a 15 società del trasporto pubblico locale «per intese restrittive della concorrenza» fanno sorgere alcune domande che fanno riflettere:


CHI PAGHERA' ORA PER I DANNI RECATI ALLA SOCIETA' CIVILE?


SARANNO I COMUNI (CIOE' I CITTADINI) O LE AZIENDE ? (NEL CASO DELLA TEVERE SCARL NE DUBITO, POICHE' CON UN CAPITALE SOCIALE DI 10.000 € AVRANNO SICURAMENTE QUALCHE DIFFICOLTA' ECONOMICA).




RIEPILOGHIAMO I FATTI




I657 - SERVIZI AGGIUNTIVI DI TRASPORTO PUBBLICO NEL COMUNE DI ROMA


Provvedimento n. 16220



L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 6 dicembre 2006
CONSIDERATO che dalla documentazione acquisita agli atti emerge l’esistenza di una complessa rete di accordi tra imprese, strumentali all'alterazione del meccanismo concorrenziale nelle gare per l’aggiudicazione di servizi di trasporto locale sull’intero territorio nazionale, suscettibili di configurare intese restrittive della concorrenza in violazione dell’articolo 81 del Trattato CE;
CONSIDERATO che tali accordi lasciano supporre l’esistenza di intese intercorse rispettivamente (i) tra le società GTT S.p.A., ACTV S.p.A., TRANSDEV S.p.A., APM S.p.A. e ATCM Modena S.p.A., (ii) tra le società Trambus S.p.A., ATC S.p.A., con sede a Bologna, e ATAF S.p.A., (iii) tra le società ATC S.p.A. con sede a La Spezia, ATP S.p.A., Tempi S.p.A., APAM Esercizio S.p.A. e TEP S.p.A., idonee ad alterare, in violazione dell’articolo 81 del Trattato CE, il confronto concorrenziale nelle gare per l’aggiudicazione di servizi di trasporto locale bandite sul territorio nazionale;
RITENUTO, inoltre, di estendere soggettivamente l’istruttoria nei confronti del Consorzio Trasporti Italiani – CO.TR.I. con riferimento all’accordo intercorso con le società SITA – Società per Azioni e A.P.M. Esercizi S.p.A. volto ad alterare la partecipazione alla gara bandita da ATAC S.p.A. nell’agosto 2005,




Multa di 10 milioni a 15 aziende. Alla Trambus di Roma il conto più alto



ROMA (8 novembre) - L' Antitrust ha sanzionato 15 società del trasporto pubblico locale «per intese restrittive della concorrenza». L'importo complessivo delle multe è pari a circa 10 milioni di euro. La multa più alta è per la società Trambus di Roma, 2,23 milioni di euro. Seguono G.T.T Torino (1,9 milioni), ACTV Venezia (1,55 milioni), APM Perugia (930mila euro), ATC Bologna (572.280 euro), ATC La Spezia (424.830 euro) ATP Genova Tigullio (387.000 euro), ATAF Firenze (363.990 euro), APAM Mantova (328.500 euro), ATCM Modena (275.776 euro), TEMPI Piacenza (274.380 euro), TEP Parma (270.000 euro), SITA (248.800 euro), TRANSDEV (136.000 euro), CO.TR.I. (11.000 euro).Il perché delle multe. Secondo l' Antitrust «gli operatori coinvolti nell'istruttoria hanno costituito macro-aggregazioni a valenza nazionale, per partecipare in modo coordinato alle gare che si sarebbero dovute svolgere per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico locale, con l'esplicita finalità di limitare la concorrenza e proteggere il bacino storico di riferimento dell'operatore dominante già attivo in una certa area territoriale». L'obiettivo delle intese «è stato il mantenimento dell'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale in capo al precedente gestore o, in ogni caso, la riduzione del confronto competitivo tra operatori potenzialmente concorrenti, nel caso di partecipazione a gare fuori bacino».Secondo l' Antitrust «le intese sanzionate hanno contribuito ad eludere la piena realizzazione del processo di liberalizzazione del settore, in vista dell'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale tramite gara, che è slittato al prossimo gennaio 2008». L'istruttoria era stata avviata a novembre del 2005 «per accertare l'esistenza di intese lesive della concorrenza relativamente alla gara per i servizi aggiuntivi nel Comune di Roma (circa il 20% del trasporto pubblico del Comune)». Un procedimento che è stato poi «progressivamente esteso ad ulteriori possibili accordi tra numerosi operatori del settore». In particolare, l'Antitrust ha esaminato accordi realizzati all'interno delle alleanze Retitalia, Tp Net, e 60 MC che «mostrano un chiaro oggetto limitativo della concorrenza», anche perché «le gare realizzate ed esaminate nel corso dell'istruttoria, con particolare riferimento ai bacini di Savona, La Spezia e Mantova, hanno visto la conferma pressoché sistematica del soggetto precedentemente affidatario del bacino messo a gara, grazie agli effetti delle intese che hanno limitato il confronto fra operatori potenzialmente concorrenti, anche attraverso associazioni temporanee di impresa chiaramente sproporzionate rispetto alla dimensione del servizio da gestire. La natura strumentale delle Ati è confermata dal sostanziale disinteresse per la gestione dei bacini messi a gara di larga parte dei partecipanti, con l'ovvia eccezione del precedente gestore, riconfermato nella sua attività».Sotto il faro dell' Antitrust anche «l'intesa fra Sita, Apm e Cotri per una partecipazione concertata alle gare attese il Lazio e Abruzzo». Una intesa, spiega ancora l' Antitrust , che «ha avuto come effetto principale l'aggiudicazione dell'affidamento dei servizi aggiuntivi del Comune di Roma, avvenuta tramite la costituzione di un raggruppamento temporaneo in cui l'inclusione di Sita non era strettamente necessaria rispetto ai requisiti del bando. Tale partecipazione ha rappresentato la concreta manifestazione di un'intesa di più ampia portata finalizzata alla concertazione in ulteriori bacini territoriali, di cui si attendeva genericamente il bando dei relativi affidamenti, in cui Apm e Sita avrebbero potuto anche concorrere autonomamente». (FONTE IL MESSAGGERO)

venerdì 16 novembre 2007

L'RdB Cub ricevuta da Atac e Comune di Roma




Martedì 13 novembre e giovedì 16 una delegazione dell'RdB Cub trasporti - che ha portato con sé un lavoratore della Trotta Bus Services Spa e della Sira - è stata ricevuta dal Presidente dell'Atac Spa, Fulvio Vento, e dalla Commissione Speciale per la Sicurezza sul Lavoro del Comune di Roma, presieduta da Fabio Nobile.
Questi i punti fondamentali toccati in ordine di importanza:
a) Carenza di organico di tutte le consorziate;
b) Mancata erogazione del lavoro straordinario e rotazione ciclica dei turni non conforme all’art. 23 del CCNL;
c) violazione art. 36 dello Statuto dei lavoratori, che ricordiamo "obbliga per il beneficiario o appaltatore di applicare o di far applicare nei confronti dei lavoratori dipendenti condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di lavoro della categoria e della zona", in sintesi, nelle varie realtà consortili vengono usate disparità economiche, pur facendo parte dello stesso appalto;
d) Inadeguata manutenzione delle vetture, molte – soprattutto i Cursor 5000 – sono sprovviste di porte per la chiusura della cabina guida, di sospensioni e di freni;
e) Uso indiscriminato dei contratti a tempo determinato (D.Lgs. 368 06/06/2001);
f) Violazione della legge 626 per la sicurezza e la salute nei posti di lavoro;
g) Violazione dell’accordo aziendale sottoscritto il 22 giugno 2007 tra le OO.SS e la Tevere Tpl in materia di buoni pasto: alcune società non hanno elargito ancora i tickets;
h) Richiesta di avvicinamento della linea e del personale della 998L che effettua il servizio a Monte Mario - recentemente spostata per sciagurati accordi sinadacali - dalla zona Collatina al deposito più vicino di Roma Nord.
i) Personale di "dubbia provenienza" sui servizi di Trasporto pubblico locale.

Ci sarà poi un secondo incontro con Atac con cui approfondire il confronto e la collaborazione che l'azienda stessa ha chiesto alla Cub.

sabato 10 novembre 2007

GIUDICATE VOI LAVORATORI: SIAMO A PORTA PORTESE?


Volantino della Cub Trasporti:


"Tevere TPL Scarl: svenduti i lavoratori della Simet SpA

IL 24 OTTOBRE SCORSO, CON ACCORDI SEPARATI MA DI IDENTICO CONTENUTO, SONO STATI “CEDUTI” 35 COLLEGHI DELLA SIMET SPA SENZA TENERE CONTO DEI DISAGI A LORO PROCURATI.
GLI ACCORDI SONO STATI SIGLATI DAI VERTICI DI CGIL - CISL E UIL (NEANCHE A DIRLO…), ESCLUDENDO PERO' TUTTE LE RSA AZIENDALI, E TEVERE TPL - CO.TR.I. - SIMET SPA - TROTTA BUS SERVICES E RONA BUS.
TROTTA BUS SERVICES HA PRESO IN GESTIONE LE LINEE 077, 764 E 768 E RONA BUS LA 998L, TUTTE LINEE CHE LA SIMET HA GESTITO FINO AL 28 OTTOBRE SCORSO.
LA COSA GRAVE E SCONCERTANTE È CHE I LAVORATORI “CEDUTI” ERANO ALL’OSCURO DI TUTTO E TRA GIOVEDÌ 25 E VENERDÌ 26 OTTOBRE HANNO INIZIATO A RICEVERE TELEFONATE DALLA SIMET SPA CHE DICEVA LORO DI PRESENTARSI A FIRMARE LE DIMISSIONI (SCANDALOSO…) E DA TROTTA E RONA BUS CHE DICEVANO LORO DI PRESENTARSI A FIRMARE PER L’ASSUNZIONE IN QUANTO A PARTIRE DA LUNEDÌ 29 OTTOBRE AVREBBERO INIZIATO CON LORO UN NUOVO RAPPORTO DI LAVORO (SCONVOLGENTE…).
QUESTO PERCHÉ GLI ACCORDI PREVEDONO UN PASSAGGIO DI AZIENDA A METÀ CHE VEDE LIQUIDARE I LAVORATORI FACENDO LORO MANTENERE LA SOLA ANZIANITÀ DI SERVIZIO!

E ALLORA PERCHÉ SONO STATI FATTI CONTRATTI CON TRE MESI DI PROVA?
PERCHÉ I LAVORATORI NON SONO STATI AVVISATI PRIMA, INVECE DI FARE TUTTO DI NASCOSTO IN FRETTA E FURIA A CAVALLO DI UN FINE SETTIMANA, VISSUTO TRA L’ANSIA E L’ANGOSCIA DAI NOSTRI COLLEGHI? E PERCHÉ NON È STATA CONSIDERATA L’ANZIANITÀ DI SERVIZIO COME RIFERIMENTO PER I TRASFERIMENTI?

INOLTRE TRA I LAVORATORI DELLA SIMET SPA CE NE ERANO DIVERSI CON CONTRATTO A TERMINE, E LA SOCIETÀ SI ERA IMPEGNATA IN UN PRECEDENTE ACCORDO A MUTARLI IN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO ALLA LORO SCADENZA NATURALE.

TROTTA BUS SERVICE E RONA BUS FARANNO ALTRETTANTO, O NEI PROSSIMI MESI DOVREMO ASSISTERE A DEI LICENZIAMENTI?

IN EFFETTI GLI ACCORDI NON PREVEDONO CLAUSOLE SOCIALI, CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA, E CIÒ CI FA TEMERE PER LA SORTE DEI COLLEGHI CHE SONO STATI TRATTATI NÉ PIÙ NÉ MENO COME DEI FERMA CARTE!
INOLTRE, ANCORA, MOLTI DI QUESTI COLLEGHI SONO STATI ULTERIORMENTE ALLONTANATI DA CASA: AD ESEMPIO COLORO CHE STANNO LAVORANDO ORA PER RONA BUS, CON DEPOSITO ZONA PRENESTINA, VANNO A LAVORARE SULLA 998L IN ZONA BOCCEA, ED ABITANO TUTTI A ROMA NORD. CAPITE IL DISAGIO SULLE SMONTATE DI MATTINA E LE MONTATE DI SERA?

NESSUNO HA TENUTO CONTO DI QUESTI FATTORI?
NESSUNO HA TENUTO CONTO CHE I LAVORATORI SONO DELLE PERSONE, CON UNA FAMIGLIA, UNA DIGNITÀ?
CHE DIGNITÀ HANNO I FIRMATARI DI QUESTI ACCORDI INFAMI, COLORO CHE VANTANO LA TITOLARITÀ DELLE CONTRATTAZIONI?
RISPONDETEVI DA SOLI E RIFLETTETE SU UNA COSA, DIMOSTRATA DAI FATTI: LA POLITICA CONCERTATIVA DI CERTE SIGLE SINDACALI PENSA A TUTTO TRANNE CHE AD UNA COSA: QUELLA PER CUI SONO NATI, TANTO TEMPO FA, TUTELARE IL LAVORATORE…".

venerdì 26 ottobre 2007

26 Ottobre 2007

Questa è la relazione della conferenza stampa avuta la mattina del 26/10/2007 presso la libreria Odradek a cui hanno partecipato Severo Lutrario (Consigliere nazionale Attac), Mario Federici (Azione Indipendente) e Renzo De Dominicis (RSU Rdb Cub Trasporti) come oratori, alcuni giornalisti e la partecipazione straordinaria di un membro della Cgil nazionale.

La Tevere s.c. a r.l. è una società consortile privata (con 1.457 dipendenti) che, a seguito di gara pubblica, si è aggiudicata la gestione di circa il 20% (76 linee) del servizio di superficie.
E’ nata dalle ceneri della vecchia Ati Sita (che gestiva il Tpl dal 2000 sotto la giunta Rutelli) ed oggi al suo interno troviamo la Tevere Tpl (ex Sita) socia per il 51%, l’Apm di Perugia, 40% e il Cotri (autonoleggio italia, bracci srb, di paolo, fonti, mei, rona bus, sap, sata, sauro, savi tour, simet, sira, sotral, troiani, trotta) per il 9%.

TAGLI DELLA PRIVATIZZAZIONE

In altre occasioni è stato dimostrato come un azienda privata che per sua natura è orientata al profitto, trascuri la qualità del servizio svolto ai danni di chi ne usufruisce, che non è un cliente con possibilità di scelta del prodotto, ma un utente di un servizio pubblico finanziato con soldi dei contribuenti; vediamo dove attuano i tagli dei costi per aumentare il profitto.
In primo luogo il costo della manutenzione: infatti le vetture, di proprietà del Comune e quindi pagate con i soldi dei cittadini, hanno reso il massimo profitto quando, nuove di zecca, sono state consegnate alla ex Sita nel 2000. Poiché coperte da garanzia, le vetture presentavano pochissimi costi di manutenzione, ma una volta scaduta, è venuta a galla la vera natura dell’imprenditore con i soldi pubblici. Riparazioni ridotte al minimo, spesso con pezzi di ricambio di dubbia provenienza, pulizia dei mezzi alquanto blanda e un’interpretazione della Legge 626, sulla sicurezza e la salute nel posto di lavoro, approssimativa.
Chiaramente l’utenza ricorda ancora quando i mezzi passavano regolarmente, quando non venivano soppresse le corse e quando i ritardi erano da addebitare veramente al traffico e non alla carenza di vetture nei depositi, purtroppo sempre più spesso privi di autobus in grado di esercitare il servizio.
In seguito si è provveduto poi ai tagli del costo del lavoro, dunque sul personale: è facile immaginare che ridurre l’organico comporti un aumento dei carichi di lavoro con conseguenze sulla sicurezza. Difficilmente si riesce a rimanere concentrati per otto ore di guida continuativa su di un mezzo lungo dodici metri, oppure guidare l’autobus dalle 5 fino alle 9.30 del mattino e poi riprendere il servizio alle 12.30 fino alle 16 pomeridiane, così da trovarci di fronte un conducente che sta in piedi già da 11 ore e dovrebbe essere vigile ed attento nel traffico cittadino.
Altre spese “superflue”? le attività di formazione: assumere senza preoccuparsi di formare un lavoratore allo svolgimento di un pubblico servizio, perché ciò comporta una serie di iniziative che incidono sui costi, e in strada finiscono neo patentati privi di qualsiasi formazione, con scarsa dimestichezza nel il rapporto con il pubblico.
La cosa ancora più grave e al tempo stesso ricattatoria la troviamo nell’idoneità dei lavoratori: molti, specialmente nelle aziende del Co.Tr.I, non hanno effettuato le visite mediche prestabilite per tutti gli autoferrotranvieri perché le visite hanno un costo esoso per le aziende. Le stesse però vengono intimate con fare minaccioso a tutti coloro che si oppongono alle vessazioni e che magari in tanti anni di servizio nessuno si è mai preoccupato della loro salute.
Ciò avviene anche nei vari ed innumerevoli passaggi orizzontali di personale tra consorziate, l’ultimo è di poche ore fa tra le aziende Simet, Trotta e Rona Bus, nei quali non viene garantita la tutela del posto di lavoro laddove il lavoratore venga trovato inidoneo alle visite mediche, che dovrebbero essere eseguite ad inizio carriera e non quando l’azienda ritiene che il dipendente è diventato scomodo.
(Legge 626 art. 22 in materia di sicurezza e salute sul posto di lavoro. comma 1 Il datore di lavoro, assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e di salute. 2 La formazione deve avvenire in occasione dell’assunzione).

La flessibilità e la precarietà, l’uso indiscriminato dei contratti a termine, per avere sempre lavoratori ricattabili a cui far svolgere mansioni non contemplate dal contratto, come prolungargli l’orario di lavoro senza retribuirlo come orario straordinario, fargli saltare il riposo settimanale per farglielo recuperare in seguito (forse), fino ad arrivare anche a 12 giorni continuativi di lavoro. (Art. 22 straordinario, 27 riposo periodico, 45 organici adeguati per eliminazione straordinari e mancati riposo).
Non contenti di ciò nel contesto specifico del Cotri (che altro non è che un subaffidamento delle linee della Tevere scarl) non viene rispettato integralmente il CCNL, poiché le aziende aderenti ad esso perdono una parte dei finanziamenti “a monte” della società madre e a causa di ciò gli autisti si trovano a svolgere turni di 8 ore, nastri lavorativi di 12 ore con soste anche di 4 ore non retribuite.
Quindi, mentre le linee centrali, di grande impatto per l’immagine che la capitale offre di sé ai turisti, e dunque al mondo, sono gestite da Trambus SpA, azienda totalmente a capitale pubblico del comune di Roma, le linee periferiche, sono affidate in gestione a piccole e piccolissime aziende che, per rientrare nei costi, risparmiano sulla manutenzione degli automezzi, sopprimono corse e costringono il personale a turni massacranti e ad un salario inferiore del 30% rispetto a quello Trambus.

Lo sviluppo del sistema economico capitalista non è interessato a «cosa è bene per l’uomo?» ma a «cosa è bene per lo sviluppo del sistema?». E non è detto che ciò che è bene per la crescita del sistema sia un bene anche per il cittadino. Questo tipo di sviluppo economico esige egoismo e avidità, tutte ‘qualità’ che hanno portato il mondo industriale ad una lotta di classe sempre più aspra e ad una forte ostilità nei confronti della natura, tanto che la densità automobilistica costituisce uno degli elementi più critici per le città e distingue in negativo l’Italia nel panorama mondiale. Quattro le città con oltre 70 auto ogni 100 abitanti: Roma è una di queste.
Il problema del traffico di Roma è l’effetto di una scellerata gestione del Trasporto pubblico locale che sta penalizzando una fascia cittadina, quella della periferia, che avrebbe bisogno di una valorizzazione del servizio pubblico, aumentando le corse degli autobus, il numero delle corsie preferenziali, e la professionalità dei conducenti, troppo spesso inesperti poiché privi di un’adeguata formazione professionale (CIO’ SUCCEDE SOLO IN PERIFERIA).
Invece stiamo assistendo al privato che avanza, che ha messo e vuole mettere le mani su una fetta di torta sempre più grossa del Tpl, come se i danni che ha provocato non fossero sufficienti a far desistere l’amministrazione capitolina a concedere ulteriori proroghe alla gestione del servizio, che ricordiamo, è finanziato per il 65% dalle tasse dei contribuenti.
Ora come è noto, ad abitare in periferia sono le famiglie che non si possono permettere il lusso di comprare una casa a Roma. E non parlo del centro storico ma di zone come Eur, Cinecittà, Nuovo Salario, Boccea cioè quelle che una volta venivano chiamate «estrema periferia» e che oggi fanno la fortuna dei costruttori. I pendolari di oggi vengono dal litorale romano, dai castelli, e da tutte le zone fuori il G.R.A. Privare e penalizzare i cittadini di queste zone, offrendo un servizio pubblico scadente, è contro ogni spirito di giustizia sociale e con una forte propensione al disprezzo interclassista.
La soddisfazione dell’utente viene al massimo verificata
attraverso sondaggi, talvolta commissionati dalle stesse società gerenti, mentre non esistono strumenti di consultazione anonima ed effettiva e procedure conciliative semplificate per risarcire i danni o vagliare proposte e segnalazioni. (LA GESTIONE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E LO
STATO DI ATTUAZIONE DELLA RIFORMA A LIVELLO
REGIONALE corte dei conti febbraio 2003, capitolo 1.2.2 lettera m, Osservazioni sulle politiche e sulla gestione dei trasporti)
Sembra utilissimo, visti i danni provocati fino ad ora, istituire dei punti di consultazione dell’utenza, facilmente accessibili al pubblico, soggetta a report periodico. Si verrebbe in tal modo a determinare un rapporto triangolare il quale orienti l’attività delle imprese gerenti verso la corrispondenza tra servizi offerti, servizi oggetto della prestazione contrattuale e servizi attesi dagli utenti. (1.2.8. lett. h Contrattualizzazione della qualità, procedure di verifica ed esperienze innovative)
Cosa succede invece a Roma? La carta dei servizi Atac, alla voce penalità per disservizio, recita quanto segue:
La normativa che regola il trasporto pubblico locale a Roma non prevede, in caso di disservizio, un sistema di rimborso a favore del singolo utente in quanto - trattandosi di servizi di pubblica utilità - ad essere tutelato è l’interesse collettivo prima di quello individuale. Pertanto, in base a quanto previsto nei Contratti di Servizio sottoscritti con il Comune di Roma, a fronte del mancato raggiungimento degli standard di servizio concordati per l’anno, le Aziende sono soggette a penalità economiche e le risorse, così recuperate, vengono reinvestite dall’Amministrazione comunale a vantaggio dell’intera collettività.

FALSA CONCORRENZA
Nella società industriale è molto forte l’aspirazione ad acquisire proprietà, a conservarla e ad aumentare il profitto. Ciò potrebbe valere per la propria azienda, per il proprio investimento: ma è valida per un servizio pubblico pagato con le tasse dei cittadini, soprattutto se tre società (Tevere Tpl, Apm e Cotri) hanno investito la misera somma di 10.000 euro per gestire il Tpl?
Visti i recenti allarmismi dovuti all’ inquinamento ambientale e allo smog cittadino, ritengo necessario sottolineare l’importanza della «proprietà esistenziale», cioè quella che fa parte dei nostri bisogni, quelli che ci tengono in vita, che si devono curare e conservare e che rispettano la natura collettiva, del tutto distante dalla proprietà privata, con la sua appassionata aspirazione al guadagno.
La privatizzazione o la liberalizzazione si è sempre detto che aumenta la concorrenza e abbatte i costi per il cittadino, ma qui non succede nulla di tutto ciò. Un esempio concreto è quello dell’utente dei mezzi pubblici. Non potrà mai e poi mai poter scegliere quale linea prendere per tornare a casa, poiché non esistono in nessuna zona di Roma due linee che fanno lo stesso percorso capolinea-capolinea, gestite da due aziende diverse per cui uno può scegliere, o questa o quella.

La collaborazione di Azione Indipendente con Attac è nata per creare una sorta di sinergia che migliori il dialogo tra il lavoratore e il cittadino, che sono i due soggetti vittime di questa liberalizzazione. Il nostro lavoro, quello dell’autista, è abbastanza sterile e alienato e se non si riesce a capire l’importanza del proprio mestiere si finisce con l’essere separato dal risultato della stessa attività, che è quella di rendere un servizio pubblico adeguato.



Purtroppo tutti gli scioperi effettuati dal 2006 ad oggi hanno solo svuotato le tasche dei lavoratori, e penalizzato i cittadini. E’ pur vero che l’utenza non conosce i reali problemi del Tpl «liberalizzato», e questo è un grosso handicap per il lavoratore: in effetti non riusciamo a far uscire i gravi disagi a cui stiamo assistendo.
L’incontro di oggi deve servire per far capire al cittadino che la cultura che promuove la brama di possesso, per di più su una cosa pubblica, crea una società in cui l’acquisizione, la proprietà e il profitto elimina tutti quegli elementi come la solidarietà e la partecipazione e aumenta sempre più lo scontro interclassista tra sfruttatori e sfruttati.
Bisogna tornare a pensare ad una società in cui il godimento di un oggetto, in questo caso un servizio pubblico, mantenga vivo il rapporto tra due o più soggetti, in questo caso il Comune, il lavoratore e il cittadino. L’esperienza della compartecipazione è il fondamento di tutti i grandi movimenti religiosi, politici e ideologici.

Azione Indipendente
Vi invitiamo poi a leggere gli articoli sul Manifesto e su RomaOne usciti successivamente.

lunedì 22 ottobre 2007

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: PERCHE' I DISAGI?


Per illustrare i meccanismi e gli effetti della privatizzazione del Trasporto Pubblico Locale, Azione Indipendente e Attac Italia vi invitano sabato 27/10/2007 ore 15,00 nella sala del palamunicipio XI in Viale Giustiniano Imperatore, angolo Via Tito, dove si terrà un convegno pubblico aperto alla partecipazione di tutti ed in particolare agli utenti del servizio.
Lunghe attese, corse che saltano, scarsa igiene dei mezzi di trasporto, guasti continui alle vetture, disagi e ritardi.

Questo è quello che i cittadini della periferia romana subiscono ogni giorno quando devono servirsi del Trasporto Pubblico Locale (i mezzi dell'ATAC).

Questo è quello che conoscono, perché costretti a viverlo sulla loro pelle.

Quello che in genere non sanno è perché tutto questo si verifica.

Quello che non sanno è che la gestione del Trasporto Pubblico Locale a Roma è stata in parte privatizzata. E' stata, cioè, affidata ad aziende private che hanno come unico scopo non quello di assicurare il miglior servizio ai cittadini ma quello di fare profitto.

Quello che i cittadini non sanno è che i costi del Trasporto Pubblico Locale sono coperti in gran parte da finanziamenti pubblici regionali e comunali (solo il 35% è coperto dalla vendita dei biglietti): un risparmio sulla manutenzione e sul costo del lavoro si traduce dunque in guadagni più ampi per le aziende che lo gestiscono.

Quello che i cittadini non sanno è che mentre le linee centrali, di grande impatto per l’immagine che la capitale offre di sé ai turisti, e dunque al mondo, sono gestite da Trambus SpA, azienda a capitale pubblico del comune di Roma, le linee periferiche, utilizzate soprattutto da persone che se ne servono per recarsi ogni giorno al lavoro o a scuola, sono affidate in gestione a piccole e piccolissime aziende che, per rientrare nei costi (qualche finanziamento si ferma in aziende “a monte”…), risparmiano sulla manutenzione degli automezzi, sopprimono corse e costringono il personale a turni massacranti, a discapito della sicurezza del servizio stesso.

Sono i cittadini che scontano sulla loro pelle gli effetti della privatizzazione di questo fondamentale servizio pubblico: una società per azioni bada primariamente alla redditività della propria azienda e solo in secondo ordine al miglioramento della qualità del servizio.



I CITTADINI HANNO DIRITTO AD AVERE IN OGNI PARTE DELLA CITTA' DI ROMA UN TRASPORTO PUBBLICO LOCALE EFFICACE, EFFICIENTE E CONFORTEVOLE.

SONO I CITTADINI CHE PAGANO PER QUESTO LORO DIRITTO, ANCHE E SOPRATTUTTO ATTRAVERSO IL FINANZIAMENTO DEL SERVIZIO CON DENARO PUBBLICO.

Info: www.azioneindipedente.blogspot.com Roma, via S.Ambrogio 4
azioneindipendete@libero.it

giovedì 27 settembre 2007

Salari da fame


"Poveri italiani sempre più poveri. Siamo i «cenerentoli» tra i lavoratori europei dell’industria e dei servizi come peso della busta paga, sulla rivalutazione nel tempo e per potere d’acquisto. A dirlo è uno studio Eurispes, che piazza l’Italia al quart’ultimo posto in Europa per l’ammontare dei salari lordi medi, con 22.053 euro l’anno, rispetto ai 42.484 della Danimarca, che guida la classifica. Dietro di noi solo Spagna, Grecia e Portogallo."
"Fa parte dei primi sette Paesi più industrializzati del mondo, per Pil pro capite è quattordicesima, ma, se si considera in senso ampio il livello di benessere della popolazione, l'Italia precipita al penultimo posto (ventitreesimo su 24 paesi presi in considerazione), seguita solo dal Giappone. E' il risultato di una ricerca condotta dal Cer (Centro Europa Ricerche) per conto dello Spi - Cgil, "Indicatori di benessere e politiche sociali: modelli a confronto".

Questo sono articoli pubblicati sulla Stampa e su Repubblica di qualche tempo fa e fanno riflettere.
Il costo dei medicinali è tra i più alti in Europa, così come il costo dei mutui, la spesa giornaliera, gli affitti, le bollette ecc....
E allora ci si arrovella ancora sull'innalzamento dell'età pensionabile, sull'abbassamento delle tasse ai più poveri (ormai inclusa anche la classe media) e sugli sgravi fiscali. Non vogliamo niente di tutto questo ma condizioni economiche migliori: AUMENTATE I SALARI PER TUTTI I LAVORATORI.
Nei prossimi incontri con i cittadini, i lavoratori e le associazioni libere parleremo, oltre che del dramma degli autoferrotranvieri esternalizzati, anche del tasto dolente delle retribuzioni in Italia.


mercoledì 26 settembre 2007

Azienda unica del Tpl....questo fantasma!





Dopo sette anni di privatizzazione selvaggia del Trasporto pubblico locale (Tpl) ci si interroga ancora se sia stata un bene o un male per la città di Roma quest'aria di liberismo.
Sicuramente un bene, se la vediamo nell'ottica dell'imprenditore, visto che il rischio di impresa è vicina allo zero in un settore finanziato per il 65% dalle tasse dei contribuenti, in un contesto in cui non si sa se i soldi destinati al Tpl vengano poi usati per altri fini aziendali, dove il costo del lavoro è stato drasticamente abbattuto, dove regna la negligenza di chi dovrebbe garantire al cittadino un servizio pubblico di qualità, mentre quest'ultimo continua a non sapere chi è la Tevere Tpl scarl, come inizia il suo percorso nella città di Roma e quali sono i suoi (troppi) limiti, quelli che penalizzano l'utenza di periferia e i lavoratori.
Pessimo invece è il giudizio di chi vive e lavora grazie ai bus di periferia, di chi vorrebbe il sorriso stampato sul volto dell'utenza, soddisfatta del servizio e convinta sempre più che il mezzo pubblico è la panacea del mal di traffico in questa città, in cui il puzzo dello smog ti rimane nei polmoni per tutta la giornata. E invece sono ancora cui a capire come mai i mezzi sono fermi da tempo immemorabile al deposito, senza scorte che coprano il turno e senza nesuno che si preoccupi di ripararle, come mai alcune aziende usano personale in nero o di bus turistici nel servizio di linea e come mai i controlli latitano. L'Atac è un soggetto fantasma che si preoccupa solo di incassare il denaro proveniente dalla vendita dei biglieti o dalle multe elargite, senza visionare meticolosamente la qualità del servizio pubblico gestito dalla Tevere Tpl.
Atac, se ci sei batti un colpo.......



mercoledì 19 settembre 2007

Atac sotto accusa (la terra dei cachi)




Ricordate un motivetto di Elio e le storie tese nel quale si parlava di Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate....?


L'Italia terra dei cachi! Leggetelo.


Trasporto locale: l'Antitrust accusa l'Atac


di FLAVIO HAVER (dal CORRIERE DELLA SERA del 12/09/2007)




Un "cartello" illegittimo tra imprese, per gestire il trasporto pubblico locale e spartirsi la ricchissima torta di denaro pubblico. Tutto ciò a danno del consumatore e dell'efficenza del servizio. Sono i rilievi sottolineati dalla "Comunicazione delle risultanze istruttorie" nell'indagine dell'Antitrust presieduta da Antonio Catricalà su un appalto da 190 milioni di euro dell'Atac vinto dalle società Sita, Apm e Arpa.


Il provvedimento di 81 pagine dell'organismo che controlla l'effettivo mantenimento dello stato di concorrenza tra le imprese è stato messo a disposizione delle parti da qualche tempo. E oggi davanti all'Antitrust è in programma un'udienza fiume nel corso della quale tutte le aziende, comprese quelle che sarebbero state danneggiate per l'esclusione dalla gara, potranno illustrare le loro posizioni. L'atto d'accusa, durissimo, mette in discusssione la regolarità delle procedure e potrebbe aver già indotto il Garante a trasmettere gli atti alla procura, informandola dell'eventualità di poter procedere per il reato di "turbativa d'asta".


L'Autorità ha avuto il procedimento il 9 novembre di due anni fa, dopo la segnalazione di un'azienda uscita sconfitta dalla gara bandita dall'Atac. Ma le indagini si sono estese con il passare del tempo ad altre aziende di trasporto pubblico locale attive in molte regioni. La Guardia di finanza, per verificare se effettivamente ci fossero stati accordi segreti che avevano condizionato l'esito degli appalti, ha acquisito documenti nelle sedi di numerose società, pubbliche e private: oltre alla Sita (che, a parte il Lazio, opera in Veneto, Toscana, Campania, Basilicata e Puglia), i consorzi Cotri e Trambus di Roma, Ataf di Firenze, Actv di Venezia, Gtt di Torino, Actm di Modena e, appunto, l'Apm di Perugia e l'Arpa, impegnata soprattutto in Abruzzo. Sul contenuto del documento filmato dal segretario generale dell'Authority, Fabio Cintioli, ruoterà la discussione di stamane. La "Comunicazione delle risultanze istruttorie" appare destinata a portare all'emissione di pesanti sanzioni per le imprese riconosciute responsabili di aver dato corpo al "cartello": in essa, viene premesso come si sia verificata la regolarità della "gara bandita dall'Atac per la gestione del trasporto di linea di Roma per 26,5 Km annui (cosiddetti "servizi aggiuntivi", che corrispondono a circa il 20% del trasporto pubblico del Comune)". Poi si arriva alle conclusioni, relative alle conseguenze scaturite dai comportamenti tenuti in tutti gli appalti oggetto dell'indagine: "I comportamenti, nei casi di gare svolte, hanno impedito il raffronto concorrenziale tra le parti e hanno causato un danno per gli enti locali appaltanti in termini di riduzione dei costi". E ancora: "La limitazione della concorrenza appare idonea a provocare un danno ai consumatori, in termini di ridotti incentivi, per le società coordinate nella partecipazione alle gare, a offrire una migliore qualità dei servizi, vale a dire un incremento quantitativo e qualitativo dei servizi offerti rispetto a quelli minimi posti a gara dal bando".

lunedì 17 settembre 2007

E' ora di cambiare



Alla TROTTA BUS
Via di Castel di Leva, 116
00134 – Roma

Alla Simet S.p.a
Via di Valleranello 271
00128 Roma

Alla Filt-Cgil
Via G.B. Morgagni, 27
00161 ROMA

Alla Fit-Cisl
Via Antonio, Musa n. 4
00161 Roma

Uil Trasporti
Via di Priscilla, 101
00199 – Roma

Al Consorzio Trasporti Italiani Co.Tr.I
Via Raffaele Costi S.N.C.
00155 Roma


Alla Tevere TPL s.c.ar.l
. Via Raffaele Costi S.N.C.
00155 Roma

All'ATAC S.p.A.
Via Ostiense 131L
00154 Roma

Al Sig. Sindaco
Via del Campidoglio, 1
00100 Roma

e, p.c. Alla stampa




Oggetto: trattamento economico e normativo del personale


In relazione al ventilato trasferimento del personale impegnato nel Trasporto Pubblico Locale della città di Roma dalla ditta SIMET S.p.a alla ditta TROTTA BUS - ad ognuno dei soggetti cui la presente è inviata per quanto di sua pertinenza e responsabilità e per conoscenza agli organi di informazione – si fa rilevare quanto segue.
La costituzione della società Consortile Tevere Tpl s.c.ar.l. - società di scopo, ovvero costituita proprio per realizzare l'oggetto dell'appalto in sostituzione e armonizzazione delle preesistenti Associazioni Temporanee d'Impresa (ATI), doveva trarre la propria stessa ragion d'essere (questo è lo scopo della costituzione di una società consortile!) nell'organizzazione presso un unico soggetto giuridico della direzione, dei mezzi, dei materiali, delle attrezzature e del personale necessario all'adempimento degli obblighi contrattuali assunti.
Nella sostanza, ferme restando l'autonomia e la capacità d'impresa di ogni soggetto interessato al di fuori dell'appalto inerente il TPL del Comune di Roma, ciascuno di questi avrebbe dovuto, all'atto della costituzione della società consortile e, successivamente, sulla base delle necessità emergenti, trasferire alla società consortile i mezzi, i materiali, le attrezzature e il personale necessario all'assolvimento degli obblighi contrattuali.
Nella sostanza questo non è avvenuto ed, anzi, assistiamo alla frantumazione gestionale ed organizzativa del servizio pubblico affidato alla Tevere TPL s.c.ar.l. in una miriade di imprese, espressione di un ulteriore livello di ramificazione (il CO.TR.I:), rispetto a quello derivante dalle Associazioni Temporanee d'Impresa che si sarebbe voluto razionalizzare.
Gli effetti di questo stato delle cose sono tanto evidenti quanto devastanti, con pesantissime ricadute sia sulla qualità e sicurezza del servizio a scapito degli utenti della periferia romana – su cui insistono le linee appaltate alla Tevere TPL s.c.ar.l. - e sia a scapito del personale, sottoposto a orari e turni di lavoro inaccettabili, e pesantemente discriminatorio rispetto al trattamento degli autisti Trambus che, a parità di mansioni e lavoro, percepiscono una retribuzione superiore anche del 30%.
Premesso quanto sopra, dobbiamo ancora una volta denunciare come ciò sia fonte di un'ulteriore danno e discriminazione per i lavoratori.
Infatti, le aziende che per conto della società consortile esplicano materialmente il servizio, “ritengono” di non essere obbligate a garantire ai propri dipendenti i trattamenti economici e normativi, non solo vigenti per la categoria in generale, ma nella stessa società Consortile di cui sono – per l'espletamento dell'appalto - una mera articolazione organizzativa.
Rilevato come questa pretesa sia in violazione e contrasto sia con l'articolo 36 dello Statuto dei Lavoratori e sia con il complesso della legislazione e della giurisprudenza relativa agli appalti pubblici, ivi comprese le forniture di servizi pubblici, peraltro, retribuite in maniera maggioritaria con denaro pubblico, gli scriventi chiamano tutti i soggetti cui la presente è inviata ad attivarsi in ogni sede sulla base delle rispettive facoltà e competenze.
In caso di inerzia, gli scriventi preannunciano sin d'ora ogni azione a propria tutela, sia nei confronti dei responsabili diretti, e sia nei confronti di chi la legge chiama a rispondere in solido per le inadempienze e le violazione di quelli.
Roma, 12/09/2007

Azione Indipendente

giovedì 6 settembre 2007

Londra si ribella alla privatizzazione

Forse sarebbe il caso di aprire gli occhi, forse sarebbe il caso di reagire, d'indignarsi e di boicottare gli ideali di chi continua a elogiare le privatizzazioni dei servizi pubblici. Tutta, o quasi, la classe politica, i sindacati confederali e i massmedia sono a favore delle liberalizzazioni poichè abbattono il costo del lavoro e permettono alle aziende utili a fine anno. Ma non sanno o fanno finta che oltre alla diminuzione del costo del lavoro, alla precarizzazione, agli orari più lunghi l'unica certezza è quella che si abbatte sulla sicurezza dei mezzi? Basta guardare la privatizzazione del Trasporto Pubblico Locale (TPL) a Roma, gestito dalla Tevere Tpl, per rendersi conto di cosa vuol dire privatizzare: i mezzi sporchi, vecchi e con una manutenzione sempre più superficiale stanno rendendo impossibile il sevizio, provocando enormi disagi all'utenza e rischi sempre più seri al lavoratore. Sanno cosa vuol dire guidare un autobus senza freni o quant'altro? Sanno cosa vuol dire lavorare con turni lunghissimi per un misero stipendio di 1000 euro al mese (abbiamo i stipendi più bassi in Europa!!)? Veltroni, Bersani, Casini e chi per loro, si documentino sulla situazione del Tpl a Londra e traggano le loro consegunze; noi cercheremo di lottare fino alla fine per non farci schiacciare da ideali liberisti che, quì come altrove, hanno prodotto precarizzazione e povertà, prendendo spunto proprio dalla Capitale britannica che in questi giorni è sotto le mire dei Veri sindacati, quelli cioè che tutelano il lavoratore. Leggete e per favore commentate l'articolo uscito il 05/09/2007 sul Manifesto.
Tre milioni di passeggeri a piedi, pendolari in panico, broker della City che cancellano tutti gli appuntamenti, 50 milioni di sterline perse ogni giorno dall'economia cittadina. Va in scena la debacle della città efficientista per eccellenza: la Tube è bloccata. Lo sciopero che sta fermando la metropolitana più antica e pure la più cara al mondo - quello che per i turisti che visitano la città è l'icona di Londra - ha mandato su tutte le furie il sindaco Livingstone e il primo ministro Brown, proprio la persona che viene additata dagli scioperanti come il primo responsabile della situazione. Bob Crow, il combattivo leader di Rmt - il più grande sindacato dei lavoratori di Metronet, la compagnia nata dalla privatizzazione della metropolitana e recentemente fallita - tiene duro di fronte alle critiche ma apre alla trattativa. «Speriamo - dice - che ora il management di Metronet prenda sul serio le richieste dei lavoratori». All'ultimo momento il sindacato guidato da Crow è stato lasciato solo dalle altre due organizzazioni che avevano proclamato lo sciopero, Unite e Tssa, ma si fa forte delle proprie ragioni e chiede che Gordon Brown, che ha privatizzato in parte la metropolitana nel 2003, la riporti completamente sotto l'ala pubblica.
Lo sciopero è cominciato nel pomeriggio di lunedì. I 2.300 affiliati a Rmt si sono allontanti dal posto di lavoro alle 18 ma già nel primo pomeriggio i treni passavano a intermittenza davanti a banchine stracolme di passeggeri intenzionati ad approfittare dell'ultima finestra di servizio. Delle dodici linee della metropolitana londinese, solo due continuano a funzionare, la Northern e la Jubilee, ma le stazioni sono prese d'assalto dai passeggeri che cercano percorsi alternativi. Una terza linea, la Piccadilly, è bloccata per metà e registra pesanti ritardi. I londinesi hanno cercato di arrangiarsi usando i bus cittadini, ma di fronte alle fermate si sono formate lunghe code di passeggeri, mentre mezzi strapieni passavano senza fermarsi di fronte alle banchine. Chi ha rispolverato la bici, chi si è adattato a una lunga camminata fino al posto di lavoro. Sta di fatto che la metropoli è piombata nel caos, proprio in un momento in cui migliaia di turisti assediano la capitale del Regno unito. E secondo un portavoce di London Underground, anche se lo sciopero finisse anzitempo i disagi si protrarranno fino a venerdì, mentre la minaccia di un nuovo sciopero di 72 ore aleggia sull'inizio della prossima settimana.
In mattinata il sindaco Ken Livingstone, che aveva tentato fino all'ultimo minuto di fermare lo sciopero, promettendo di municipalizzare la compagnia che si occupa del la gestione dell'infrastruttura della Tube, ha dichiarato che lo sciopero è inspiegabile. «E' la prima volta nella storia che un sindacato va in sciopero quando tutte le sue richieste sono state accettate. Faccio fatica a capire la mentalità che caratterizza le azioni di oggi». E di fronte alle telecamere di Bbc ha sventolato con rabbia una lettera del management di Metronet che promette garanzie su pensioni, posti di lavoro e cambi di proprietà. Nel pomeriggio gli ha fatto eco il premier Gordon Brown, che ha chiesto ai lavoratori in sciopero di tornare al più presto al posto di lavoro. Il primo ministro ha dichiarato che lo sciopero è ingiustificabile e «sta causando problemi incredibili agli abitanti di Londra». Una serie di attacchi a cui si è aggiunge il richiamo stizzito di Tim O' Toole, direttore di London Underground: «Abbiamo fatto tutto il possibile per fermare questo sciopero».
Ma Bob Crow, il massiccio leader di Rmt, ha risposto a muso duro a questa serie di attacchi: «I nostri lavoratori hanno dimostrato una solida determinazione a portare avanti lo sciopero e, a meno che dai colloqui di oggi arrivino notizie positive, lo porteremo avanti fino alla fine».
Dietro i duri scontri che sono stati aperti dallo sciopero alla metropolitana di Londra si possono anche leggere i segni della lotta all'interno della sinistra inglese. Da un lato Gordon Brown accusato di essere un rinnegato, di aver abbandonato i valori della sinistra e la difesa dei lavoratori per abbracciare con entusiasmo il mondo del business e perseguire una politica spietata di privatizzazione. Dall'altro Bob Crow, l'esponente più rappresentativo di una sinistra sindacale ancora orgogliosa di essere socialista e non disposta a rinunciare su questioni di principio. In mezzo il pragmatico sindaco Livingstone, allo stesso tempo socialista e grande amico di Hugo Chavez ma contento di ospitare a Londra la più grande piazza finanziaria mondiale. Dopo aver attaccato i sindacati, ieri Gordon Brown si è lasciato andare ad una sperticata lode di Margaret Thatcher, proprio l'iniziatrice dell'ondata di privatizzazioni portata avanti dal Labour che ora è sotto accusa. E la lacerazione tra le sinistre rivali del Regno Unito appare sempre più insanabile.